Dolci di carnevale delle regioni italiane

Dolci di Carnevale sardi (10 Ricette!)

Difficile orientarsi tra i dolci sardi di Carnevale! Nomi che cambiano di paese in paese, piccole e grandi variazioni agli ingredienti tra una ricetta familiare e l’altra… Abbiamo provato a fare un po’ di ordine e cercato per voi 10 ricette testate da bravi food blogger.

In Sardegna c’è una ricca tradizione dolciaria legata al Carnevale, i cui festeggiamenti iniziano ufficialmente il giorno di Sant’Antonio – 17 gennaio – con i famosi fuochi (fogones, fogarones, foghillones). In ogni parte dell’isola vengono preparate diverse varietà di dolci tipici destinati ad allietare le tavole dei sardi o ad essere mangiati in strada durante le sfilate. Sono solitamente di pasta lievitata oppure violata (pasta violada), un impasto tradizionale di semola o farina di grano duro e strutto. Ingredienti oggi spesso sostituiti con farina di grano tenero e burro.

Ma ecco i 10 dolci di Carnevale che noi sardi amiamo di più e per ciascuno il link alla ricetta!

Indice

1. Tzipulas/Zeppole

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Zippulas. Foto: My Cooking Idea
 

Chiamate anche thippulas, sippulas, frisgioli longhi, frisciole o frisjoli, in italiano zeppole o zippole, sono sicuramente tra i dolci sardi di Carnevale più conosciuti e diffusi in tutto il territorio. Si tratta di frittelle di pasta lievitata aromatizzata da scorza d’arance, zafferano (talvolta) e filu ‘e ferru (o anice). Si servono rigorosamente calde, solitamente cosparse di zucchero un attimo prima di essere servite. Possono essere modellate:

  1. In ciambelle un po’ irregolari, da non confondersi con i frati fritti!
  2. In enormi spaghetti arrotolati in spirali, variante che a Cagliari è conosciuta col nome di frittura araba. Per prepararle si utilizza un imbuto, nel quale viene versato l’impasto, facendo in modo che risultino più lunghe possibile.

Ne esiste anche una versione salata, arricchita da formaggio oppure da verdure di vario tipo (in genere carote e zucchine, talvolta anche cipolle), che rappresenta un vero e proprio pasto.

Qui la ricetta delle Tzipulas.

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2. Gatzas/Gathas

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Cattas. Foto: La Cucina di Sylvie
 

Conosciute come gatzasgathas o cattas, sono frittelle di pasta lievitata simile a pane, quindi abbastanza neutre e capaci di sposarsi bene sia col dolce che col salato. Spesso si farciscono a mo’ di panini con salumi o galadina (gelatina), diventando all’occorrenza un perfetto streetfood. Ma sono molto versatili: con una semplice spolverata di zucchero si trasformano in un dolce!

A differenza della maggior parte delle frittelle di Carnevale italiane, le gazze sono a base di grano duro. Si preparano con semola rimacinata, eventualmente patate, acqua, pasta madre/lievito di birra e strutto. Niente uova in questo caso e acquavite opzionale. Sono tipiche di alcuni paesi della zona di Ottana, come Sarule e Ollolai, e non vanno confuse con le cattas-zippole. Sono invece un parente stretto delle tippulas di Dorgali.

Qui la ricetta delle gatzas light (si fa per dire): senza strutto!

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3. Parafrittus/Frati fritti

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Parafrittus. Foto: My Cooking Idea
 

Sono delle ciambelle fritte molto soffici, ricoperte di zucchero, tra i dolci sardi di Carnevale più conosciuti ed apprezzati ovunque nell’isola. La morbidezza si ottiene con una doppia lievitazione e l’aggiunta all’impasto di strutto, oggi spesso sostituito col burro.

Il nome italiano è la traduzione esatta del sardo para frittus, dovuto forse al colore marroncino e alla striscia bianca, che ricordano saio e cordone dei frati, o alla forma che ricorda la loro chierica. In italiano spesso vengono chiamati anche fatti fritti e ogni anno a Carnevale scoppiano le polemiche tra chi li chiama in un modo e chi nell’altro. Per sicurezza potete provare anche a chiamarli soltanto fritti, di solito funziona.

Ecco la ricetta dei frati fritti.

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4. Uvusones

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Uvusones. Foto: Arte in cucina
 

Gli uvusones o vuvusones sono delle palline soffici di pasta lievitata molto simile a quella delle zeppole e dei parafrittus. Dopo la frittura, vengono farcite con miele e acquavite sarda. Dei babà alla sarda, insomma, diffusi soprattutto nel centro Sardegna.

Ecco l’antica e quasi introvabile ricetta degli uvusones.

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5. Meraviglias

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Meraviglias. Foto: Dolce e Salato di Miky
 

Sono la variante sarda delle più famose chiacchiere, diffuse nell’intero territorio nazionale. Sono tagliate a strisce dal bordo seghettato con la rotella (sa serretta o rodedda). L’impasto è una pasta violata a base di semola di grano duro, strutto e un po’ di acquavite. Alcuni ci aggiungono anche delle uova.

Qui trovi la ricetta delle meraviglias.

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6. Orillettas

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Orillettas. Foto: My art di Roberto Murgia
 

Sono conosciute con tanti nomi, che variano a seconda del paese o della zona: origliettas, lorighittas, montogadas, per non parlare delle loro infinite variazioni. Sono strisce di pasta violata molto sottile, dal bordo a zig zag, fritte e poi immerse nel miele bollente. Simili alle chiacchiere, si differenziano nella forma, che richiama fiori, ruote e altri motivi tradizionali.

Tradizionalmente si preparavano con semola o farina di grano duro (scetti o fiore), oggi spesso sostituite con farina 00. Nell’impasto sono presenti anche uova, strutto, talvolta scorza grattugiata o succo d’arancia, acquavite (o anice). Una volta la frittura avveniva nello strutto o a volte in s’ozu casu, grasso ottenuto dalla preparazione del formaggio. Oggi si usa più spesso l’olio d’oliva.

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Qui la ricetta delle orillettas.

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7. Pinos

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Pinos. Foto: Vera in Cucina
 

Conosciuti anche come opinus, pinu tesu, cuffittura agreste, menduleddas, pistocheddus (o pirichittus) de Santu Briai, possono essere sia fritti che al forno. Sono composti da tocchetti di pasta, legati da miele aromatizzato o caramello, decorati spesso con palline dolci colorate (monpariglia). Come si può dedurre dal nome, in alcuni paesi hanno una forma che ricorda quella delle pigne, a volte invece sono più piatti e romboidali.

Se vuoi provare a prepararli, trovi qui la ricetta dei pinos.

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8. Acciuleddi

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Acciuleddi. Foto: My Cooking Idea
 

Sono note anche come azzuleddhi, mangadagas, trizzas e rispettive varianti locali. Sono in pratica dei biscotti di semola, a forma di treccine croccanti, fritte e poi ricoperte da miele caldo.

Anche in questo caso si tratta di pasta violata, una sfoglia a base di semola e strutto, a volte uova ed eventuali aromi, come scorza grattugiata o succo d’arancia, acquavite (o anice). La pasta viene modellata in spaghetti piuttosto grossi, che vengono poi intrecciati e fritti. Sono tipici del Nord Sardegna e della Gallura.

Ecco la ricetta degli acciuleddi.

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9. Culurgiones de mendula/Ravioli fritti di mandorle

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Culurgiones de mendula. Foto: My art di Roberto Murgia
 

Chiamati anche cruxoneddus de mindua, sono dei ravioli dolci fritti, ripieni di pasta di mandorle (mendulas). La pasta violata, croccante, racchiude un interno cremoso e aromatico, davvero particolare e tipico. Talvolta il ripieno di mandorle viene sostituito da crema pasticcera, ricotta o formaggio fresco, per fare dei raviolini che, se non sono de mendua, sono comunque buonissimi. Inutile dire che vengono preparati ad ogni occasione, non solo a Carnevale. Quando sono cotti, si ricoprono con miele e uno strato di zucchero a velo, oppure solo quest’ultimo.

I ravioli sardi possono avere anche altre forme e ripieni e ci è sembrato giusto scrivere un post tutto per loro. Anche per ricordare che non ci sono solo i culurgiones ogliastrini, di fama inarrivabile.

Ecco la ricetta dei culurgiones de mendula.

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10. Arrubiolus

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Arrubiolus. Foto: My Cooking Idea
 

Chiamati orrubiolos, rujolos o brugnolus, turonzos, bubusones de regottu non sono di pasta lievitata né violata, ma semplici e fantastiche frittelle di ricotta, in forma di palline ricoperte di zucchero a velo o miele. Il nome sembra legato al colore che assumono in seguito alla frittura: il termine arrubiu (e le varianti orrubiu o ruju) significa infatti rosso in lingua sarda.

La ricetta può variare da paese a paese se non da famiglia a famiglia, ma generalmente l’impasto è a base di ricotta, zucchero, farina e scorza di limone o arancia. Alcuni varianti prevedono l’utilizzo di uova, zafferano e un po’ di acquavite, oppure formaggio fresco anziché ricotta.

Ecco la ricetta degli arrubiolus.

Se vuoi scoprire altri dolci di Carnevale regionali, leggi il nostro articolo sui dolci di carnevale italiani – regione per regione (50 ricette!)

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