Vantaggi del commercio locale

Commercio locale: vantaggi per tutti

Nei paesi e nelle città, botteghe, mercati, negozi sotto casa contribuiscono all’identità dei quartieri e li mantengono vivi. Il commercio locale offre un servizio, un presidio, la possibilità di fare quattro chiacchiere.  E molto di più!

Ecco 15 vantaggi che comprare locale porta a te, alla tua città e all’ambiente:

Vantaggi per te
Vantaggi per l’economia locale
Vantaggi per il tuo quartiere o paese
Vantaggi per l’ambiente
Fonti dei dati

E poi ancora:

Botteghe di qualità e centri commerciali naturali
Crisi e prospettive del piccolo commercio

Vantaggi per te

1. Qualità artigianale e freschezza
Le botteghe e i mercati di quartiere offrono spesso prodotti del territorio molto freschi e di qualità artigianale, soggetti a minori lavorazioni e trasporti e di conseguenza più ricchi di nutrienti.

2. Spesa a misura d’uomo 
Potrai immergerti in un mondo di colori e profumi, evitando di perderti tra gli immensi e impersonali scaffali dei grossi centri commerciali.

3. Servizio personalizzato
L’offerta è più flessibile e capace di adattarsi alle esigenze dei clienti. Puoi esprimere opinioni e richieste e farti consigliare nuovi prodotti anche direttamente dal titolare, spesso con decenni di esperienza.

4. Le botteghe promuovono la varietà e la diversità dei prodotti
Sono capaci di specializzarsi e dare un’offerta più diversificata rispetto agli ipermercati, che puntando ad attrarre il maggior numero di persone tendono ad appiattire la varietà dei prodotti. Ogni piccolo negozio tende ad avere un certo numero di fornitori in esclusiva per la propria area, quindi all’aumentare del numero di negozi cresce anche la varietà dell’offerta.

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Una bottega di quartiere in Francia. Fonte foto: Pixhere
 

Vantaggi per l’economia locale

5. I piccoli negozi sono più resilienti
In tempi di crisi, le piccole attività commerciali perdono meno posti di lavoro (1.65% in meno) rispetto ai punti vendita della GDO e dei grandi marchi. E sono capaci di riprendersi più velocemente non appena la situazione migliora.

6. Le aziende locali danno lavoro ad altre aziende locali
Le attività indipendenti gestite da persone “del posto” acquistano il 65% dei prodotti e servizi di cui hanno bisogno presso altre aziende locali, il 76% in più rispetto alla GDO. Hanno autonomia nella scelta dei fornitori, e possono selezionarli nel tempo in base a quanto offerto dal territorio o in base a specifiche esigenze.

7. Le piccole attività commerciali mantengono più risorse sul territorio
Botteghe e negozi fisici pagano più tasse agli enti locali, generando risorse da destinare a servizi per la collettività. Questo avviene perché di solito hanno sede legale nei comuni in cui operano, dove spesso possiedono anche immobili, come il punto vendita o magazzini. A volte pagano anche ulteriori concessioni per l’utilizzo del suolo pubblico o di aree demaniali.

I negozi solo online non possiedono immobili e quindi non pagano tasse sulla proprietà nella maggior parte delle aree servite.

8. I negozi solo online creano meno posti di lavoro di quelli fisici
I negozi fisici di proprietà locale generano 47 posti di lavoro ogni 10 milioni di transato, mentre i colossi dello shopping online (Amazon ecc. …) generano solo 19 posti di lavoro per 10 milioni di transato.

9. Più piccoli negozi significa più ricchezza
Le  piccole attività commerciali mantengono più risorse sul territorioNei negozi di vicinato non solo gli stipendi ma anche gli utili restano sul posto. Al contrario gli incassi dei grandi centri commerciali vanno sempre lontano e spesso all’estero, dove hanno sede le aziende proprietarie.

Dove c’è un’alta concentrazione di attività commerciali con base locale di solito i salari sono più alti e ci sono meno povertà e disoccupazione. E forse per questo, gli abitanti tendono a restarci, anche quando hanno un titolo di studio elevato.

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Bottega di quartiere in Gran Bretagna. Fonte foto: Pixhere
 

Vantaggi per il tuo quartiere o paese

“Per alcuni sono l’unico negozio disponibile, per altri una salvezza per gli acquisti dell’ultimo minuto, e per la maggior parte un fornitore di prodotti particolari” 
The economic and social role of small stores: A review of UK evidence

10. I piccoli negozi sono un punto d’incontro
Finiscono per diventare un punto di ritrovo e di riferimento. Riducono l’isolamento di chi non può spostarsi e offrono un servizio sotto casa a chi non vuole spostarsi. In città spesso no si conoscono i vicini di casa ma nelle botteghe, nei mercati e nei bar si trovano facce familiari.

11. Le botteghe sono un presidio 
Le piccole attività commerciali presidiano le strade e le rendono più sicure. Mantengono vivi anche i quartieri periferici delle città, evitando che si trasformino in dormitori.

12. I piccoli commercianti finanziano più attività sportive e culturali
Le attività produttive gestite dai residenti sono più coinvolte nella vita della comunità locale e ovviamente più propense a sponsorizzare eventi e iniziative. Esse contribuiscono a creare filiere e reti con altri attori del territorio e così costituiscono una risorsa di valore per lo sviluppo dell’economia locale.

13. I negozi di prossimità promuovono il territorio e le produzioni locali
Chi ci lavora dedica molto tempo a parlare con i clienti: risponde alle domande sui prodotti, racconta il cibo che vende ai clienti del posto e ai viaggiatori. Può promuovere il consumo di alimenti più genuini e la conoscenza delle produzioni locali.

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Vantaggi per l’ambiente

14. I piccoli rivenditori locali sono più ecosostenibili.
Le botteghe e i mercati costituiscono il naturale sbocco per i piccoli produttori locali, che difficilmente possono sostenere le regole imposte dalla grande distribuzione. Queste produzioni tendono ad essere più sostenibili delle grandi monocolture e degli allevamenti industriali. Più biodiversità, minor uso di antibiotici, minore impatto ambientale, chimico e visivo.

I prodotti trasformati invece vengono spesso da laboratori artigianali, a volte parte integrante dei quartieri cittadini, a volte presidio delle campagne. Supportare i piccoli produttori è importante per evitare l’abbandono delle campagne e la perdita di biodiversità.

I piccoli negozi e i mercati promuovono anche modelli sostenibili di commercio, basati sulla filiera corta. Alcuni banchi e punti vendita sono anche gestiti direttamente dai produttori.

15. Meno imballaggi e CO2
Riducendosi le necessità di trasporto, diminuiscono le emissioni di CO2 e gli imballaggi. Aumenta così la sicurezza stradale per il minor numero di mezzi in circolazione e c’è meno bisogno di impattanti mega strutture per lo stoccaggio.

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Un banco in un mercato rionale all’aperto
 
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Un mercato rionale settimanale. Fonte foto: Pixhere
 

Botteghe di qualità e centri commerciali naturali

Negli ultimi anni sono nate molte botteghe di quartiere “illuminate”, che assieme ai mercati contadini offrono una gran quantità di prodotti del territorio, permettendo alle persone di acquisire maggiore consapevolezza sull’origine del cibo e sulla stagionalità. Attraggono chi vive nelle vicinanze, chi cerca prodotti particolari e chi riconosce il valore sociale ed economico dei piccoli negozi di quartiere.

Sull’idea che l’unione che fa la forza si basa invece il concetto di centro commerciale naturale, che vede le attività dei centri storici associarsi e proporsi come alternativa agli ipermercati.

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Cassette di pesce in un mercato rionale siciliano. Fonte foto: Pixabay
 

Crisi e prospettive del piccolo commercio

Negli ultimi decenni i negozi di quartiere sono stati messi in grande difficoltà dall’espansione della GDO. E da qualche anno a questa parte tutti i negozi fisici si trovano a fare i conti con le grandi piattaforme di commercio online.

Nel frattempo, le grandi catene di distribuzione hanno creato nuovi marchi per punti vendita più piccoli, ispirati al concetto di bottega di quartiere, con i quali riescono ad essere presenti anche nelle città e nei centri storici. Date le piccole dimensioni e le minori spese di gestione, i minimarket sono più resilienti e capaci di adattare in parte l’offerta alle esigenze dei clienti, inserendo anche prodotti locali e regionali. Dì per Dì (Carrefour) e Cityper (Auchan) sono alcuni di questi marchi, dati spesso in franchising.

Al di là della facilità di gestione e dei minori investimenti richiesti, le piccole attività commerciali recuperano terreno anche sul fronte delle vendite. I dati Istat mostrano un’inversione di tendenza a novembre 2016: nel generale calo delle vendite, i piccoli negozi sono cresciuti dell’1%, le vendite al dettaglio della GDO dello 0.3%. Il trend non è ancora consolidato, ma emerge una certa riscoperta delle botteghe e dei negozi specializzati.

I piccoli commercianti possono alimentarla puntando su qualità e originalità dei prodotti, magari a prezzi contenuti, e sfruttando al meglio le possibilità offerte dalle nuove tecnologie.

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Botteghe specializzate: un formaggiaio. Fonte foto: Pixhere
 

Fonti dei dati

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This project has received funding from the European Union's Horizon 2020 research and innovation programme under grant agreement No 743354